lunedì 12 ottobre 2015

Perchè è importante parlare di sessualità ai nostri figli

Dobbiamo iniziare a pensare e ad agire propositivamente. Dobbiamo aprire gli occhi sul fatto che il mondo intero parla di sesso ai nostri figli. E’ compito nostro trovare il linguaggio adatto con cui iniziare ad affrontare il discorso fin da quando sono piccoli, e con cui riuscire a portarlo avanti fin a quando andranno all’università. Se non arriviamo per primi su questo terreno, qualcun altro ci scipperà quello che è un nostro diritto: educare i nostri bambini a diventare adulti capaci di un rapporto sano e responsabile con la sessualità’ (Sharon Maxwell, E’ ora di parlarne, 2009).



Anche se la traduzione non è proprio perfetta, il messaggio è chiaro, diretto, e francamente, più che condivisibile.
Quanti genitori sono di questo avviso, al punto dai praticare concretamente questa affermazione?
I bambini mettono a dura prova le capacità genitoriali per tutto il loro percorso di crescita, ma è effettivamente difficile saper gestire comportamenti imbarazzanti e rispondere a domande che riguardano la sessualità e lo sviluppo psico sessuale e affettivo.


‘Mamma è vero che papà ha messo un semino dentro di te e sono nato io?’
‘Cosa vuol dire essere incinta?’
‘Cos’è una prostituta?’
‘Cosa vuol dire essere sexy?’


Ecco alcune esempi di possibili domande imbarazzanti che i piccoli potrebbero decidere di porre, a sorpresa e nei momenti più disparati ai propri genitori.
Essere preparati non è semplice, tuttavia, cominciare a pensare e riflettere sulla propria posizione rispetto a questa tematica, e soprattutto condividere tra i genitori una linea educativa, può sicuramente facilitare le cose.
La dimensione sessuale accompagna l’individuo per tutta la sua esistenza, con diversi gradi di consapevolezza, competenza e comportamento. Ciò che è importante sapere della sessualità dei bambini, è che essa è in costruzione,  fa parte della loro identità e del loro naturale percorso evolutivo. Sicuramente è profondamente diversa da quella ‘adulta’.
Ma da dove si comincia?
Il termine sessualità evoca nella maggior parte di noi un riferimento al mondo adulto legato all’ “attività sessuale”; in realtà parlare di sessualità significa includere gli aspetti psicologici, sociali e culturali del comportamento sessuale umano, che hanno fondamento fin dalle primissime scoperte corporee del neonato attraverso l’amorevole accudimento dell’adulto. Infatti nei primi anni di vita, le prime esperienze corporee si creano tramite la relazione, attraverso la manipolazione e il contenimento (hanlding) del corpo del bambino da parte delle sue figure di riferimento. Quando la dimensione fusionale, nella quale il piccolo si sente tutt’uno con la mamma, comincia a dissolversi, emerge una nuova percezione del proprio corpo come separato da quello materno, un corpo da conoscere ed esplorare, inizialmente tramite la bocca, e crescendo con le mani, in tutte le sue parti: il bambino “scopre” così di possedere delle mani, dei piedi, delle orecchie, un naso, dei genitali e il piacere legato a queste percezioni sensoriali. Dalla scoperta casuale di una sensazione piacevole, si potrà passare anche ad una ricerca ed esplorazione di tutto ciò che il corpo nel suo insieme può dare, portando il bambino a ripetere alcune gestualità, per verificare ciò che ha scoperto nell’esplorazione, e provare ad autoregolare le proprie sensazioni.
Ciò non solo è naturale, ma è auspicabile che questi passaggi avvengano serenamente e modulati da una relazione con i genitori che facilita e costruisce esperienze sensoriali positive, contenitive e rassicuranti: le basi per lo sviluppo di una sana intimità affettiva espressa dal corpo.
Con questo articolo apriamo la nostra rubrica sulla sessualità, non a caso, partendo proprio dalla nascita dell’individuo.
Nel prossimo,esploreremo insieme lo sviluppo della sessualità e dell’affettività dei bambini nei primi tre anni vita. Rimanete con noi!