mercoledì 15 luglio 2015

Mamma, papà, posso uscire con i miei amici stasera?

Quanti genitori stanno negoziando con i propri figli le uscite? Prima o poi ogni ragazzino o ragazzina si presenterà ai propri genitori con questa richiesta, e solitamente proprio l’estate, con la chiusura delle scuole, è complice anche dei primi tentativi di affermare la propria autonomia e indipendenza da parte dei ragazzi.
Se si ha a che fare con dei preadolescenti,  per alcuni genitori può essere molto difficile acconsentire senza ansie e preoccupazioni. Per altri genitori, questo passaggio può essere molto rilassato, percependo meno rischi nel contesto estivo conosciuto (la propria città o quartiere, o meta turistica).  Le aumentate ore di luce e di popolosità per le strade, i parchi e i locali, grazie al clima e ai ritmi più rilassati, può in effetti far percepire il contesto serale più sicuro rispetto ad altri momento dell’anno. Un’eccessiva accondiscendenza e fiducia può essere rischiosa? Qual’è l’atteggiamento più corretto? Come regolarsi davanti a queste richieste?


Per prima cosa teniamo presente che non si tratta di una prova differente per  ‘genere’. Maschi o femmine, esprimono lo stesso bisogno di autonomia, di esperienza ‘libera’ in cui sperimentarsi e necessitano ugualmente di attenzione e accompagnamento da parte dei genitori per vivere serenamente e con sicurezza queste prime esperienze. E’ importante dunque, dare fiducia ai ragazzi nelle ‘nuove’ prove di autonomia, a patto che essa non sia illimitata, ma quantomeno costruita e sorretta da ‘patti chiari’ tra genitori e figli. Innanzitutto ogni ragazzino è differente in termini di autoconsapevolezza, maturità e responsabilità, così come lo è ogni nucleo famigliare per quanto riguarda i ‘propri modelli’ educativi e gli stili di relazione tra i suoi componenti. Per questo motivo è importante che ciascun genitore si senta libero di negoziare anche secondo la propria sensibilità e idea questi passaggi, nonostante i ragazzi portino richieste di ‘omologazione’ rispetto al gruppo di riferimento su orari, luoghi e attività in cui sperimentarsi. Tuttavia, se negli anni sono stati raggiunti traguardi di autonomia e responsabilità da parte dei figli sui quali anche i genitori sentono di aver costruito un patto di fiducia, questo evento potrebbe offrire anche l’opportunità di comprendere e verificare con soddisfazione quanto ogni singolo passaggio educativo costruito nel tempo, abbia contribuito nel permettere al proprio figlio o figlia di sentirsi pronto e sicuro per fare esperienze in autonomia, lontano da mamma e papà. Riconoscere le risorse dei ragazzi è importante non solo per i genitori, ma anche per i figli, che si sentiranno più autonomi e responsabili.
Le raccomandazioni non passano mai di moda. I pericoli all’esterno del nido famigliare restano, è vero, ma non è possibile neutralizzarli, né negarli. Ciò che è umano e possibile fare, è continuare a rinforzare quel rapporto di attenzione, fiducia e rispetto che renderà il nostro preadolescente, una persona corresponsabile rispetto a scelte e opportunità nella propria famiglia.
E’ importante che questo patto di fiducia sia sempre esplicitato e condiviso, tradotto in messaggi chiari che riguardano raccomandazioni e aspettative da parte dei genitori, nell’ottica di mantenere un forma di protezione che il ragazzino imparerà ad applicare con l’esperienza ed il tempo su se stesso.

Auguriamo ‘buon divertimento’ ai nostri ragazzi, condividendo anche l’entusiasmo e la gioia per i loro conquistati spazi divertimento autonomo, oltre ai ‘vincoli’ e le ‘attenzioni'. Essere partecipi emotivamente alla vita dei propri ragazzi e interessati alle loro esperienze è sicuramente una chiave importante per mantenere vivo il dialogo e l’apertura necessari per accompagnarli nella loro crescita, costruendo un terreno fertile di confronto per i momenti più difficili dell’adolescenza.


Il gruppo è protettivo così come la conoscenza delle ‘zone’ di uscita.

Se ci si trova a casa, è probabile che i genitori conoscano gli amichetti, i vicini di casa, i compagni di scuola e le frequentazioni dei propri figli, così come gli spazi di incontro abituali.
Se ci si trova in vacanza, in una località turistica, è probabile che il ragazzo abbia allacciato rapporti con coetanei, magari ospiti nello stesso albergo o frequentanti la stessa spiaggia, ma in uno spazio che differisce dalle conoscenze familiari. In ogni caso è preferibile che i ragazzi si muovano e si incontrino in gruppo, sapere con esattezza dove si svolgerà la serata del figlio, quale tragitto è possibile fare in autonomia e  dove è necessario accompagnarlo.

L’orario di ritorno rappresenta un punto molto importante, nella definizione del patto. Esso simboleggia per i ragazzi la fine (temporanea, certamente) di quelle ore di libertà, mentre per mamma e papà, la percezione di averlo al sicuro. L’aspettativa del rispetto di questo paletto, può essere molto critica per i genitori più ansiosi.

I ragazzi tenderanno a contrattare ed insistere su questo punto nel caso il gruppo di amici abbia ‘definito’ un orario comune di rientro a casa differente.
E’ importante prendere una decisione di comune accordo e trovare il modo di venirsi incontro, coerentemente sia con le abitudini dello stile famigliare, ma anche nel rispetto dei bisogni del proprio figlio, e valutando con attenzione un eventuale tragitto ‘in solitudine’ verso casa, o verso il punto concordato di ritrovo con i genitori, piuttosto che mantenere la possibilità di spostarsi assieme al gruppo anche a fine serata.

Il senso di responsabilità non è innato nei ragazzi e per essere nutrito ha bisogno non solo di regole: deve essere allenato attraverso le esperienze positive e la loro comprensione, in tutte le sfaccettature che una relazione prevede siano attivate, quando il comportamento di ciascuno, genera aspettative nell’altro.


Buona serata, da Benessere in Famiglia!